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Ultima modifica: 31 ottobre 2018

ColtiviAMOci insieme, l’IPA di Villareia partner del progetto della Fondazione Allegrino

COLTIVIAMOCI INSIEME, il progetto dell’associazione “Domenico Allegrino”  Onlus per sensibilizzare i giovani all’importanza del volontariato e combattere la solitudine e l’emarginazione di anziani e senza dimora. Il Presidente Antonella Allegrino: “E’ il nostro contributo alla crescita di una comunità fondata sui valori della solidarietà, della partecipazione e dell’inclusione sociale”. Creare un collegamento e uno scambio esperienziale tra generazioni diverse e categorie fragili per sensibilizzare i giovani all’importanza del volontariato e, al contempo, combattere la solitudine e l’emarginazione di cui sono vittima anziani e persone senza dimora.  E’ l’obiettivo del progetto “Coltiviamoci”, ideato e realizzato dall’Associazione “Domenico Allegrino” Onlus di Pescara (capofila) in partnership con l’Associazione “Meridiani Paralleli” Onlus di Chieti e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Regione Abruzzo con i fondi destinati ad iniziative di rilevanza regionale, sostenute da organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale per la realizzazione di attività di interesse generale di cui all’art. 5 del Codice del Terzo Settore (DGR 201 del 10.04.2018) attuazione art. 73 D. lgs.117/2017 (CTS). Il progetto è stato presentato nella mattinata di lunedì, nella sala Blu della Regione, dal Presidente dell’Associazione “Domenico Allegrino” Onlus, Antonella Allegrino, alla presenza dell’assessore regionale alle Politiche Sociali, Marinella Sclocco, di Giovanni Scarsi, Presidente di “Meridiani Paralleli” e docente del Convitto nazionale “G.B. Vico” di Chieti, e dei responsabili degli enti che collaborano al progetto: il professor Fernando Di Benigno, docente dell’Istituto Professionale Settore dei Servizi per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale (I.P.S.A.S.R.) di Villareia di Cepagatti (Pescara), Luca Fortunato e Gianluca Cornacchia dell’Associazione Papa Giovanni XXIII e Maurizia Iezzi del Dipartimento di Salute mentale Asl  02 Lanciano-Vasto-Chieti. “E’ un progetto che coinvolge più generazioni e fasce delle popolazione e che intende diffondere una cultura del volontariato, dell’inclusione sociale e della longevità attiva – ha spiegato Antonella Allegrino – Attraverso una serie di incontri, che si svolgeranno nelle scuole, negli ‘orti sociali’, (avviati dalla nostra associazione nel 2006 come prima esperienza nel Centro Sud Italia) e in laboratori teatrali, pianteremo semi di solidarietà e promuoveremo attività di socializzazione, aiuto reciproco, scambio di esperienze e conoscenze. Per i giovani sarà un modo per mettersi al servizio degli altri, comprendere l’importanza e il valore del volontariato, ascoltare le esperienze degli anziani. Questi ultimi, a loro volta, avranno la possibilità di partecipare ad attività che favoriscono una longevità attiva grazie agli ‘orti sociali’ e di sostenere i senza dimora nell’apprendimento di tecniche di coltivazione utili per un eventuale inserimento lavorativo. Le diverse esperienze confluiranno in laboratori che si concluderanno con uno spettacolo di teatro sociale. E’ un progetto complesso, che avviamo con entusiasmo e con il sostegno di altri enti per dare il nostro contributo alla crescita di una comunità fondata sui valori della solidarietà, della partecipazione e dell’inclusione sociale”.“Con gli 800mila euro di fondi messi a disposizione dal ministero, dopo l’approvazione in Abruzzo della riforma del Terzo Setore, varata lo scorso anno – ha spiegato l’assessore Sclocco – abbiamo finanziato 11 progetti, privilegiando quelli che puntavano all’incontro tra generazioni. Coltiviamoci è uno di questi e centra in pieno gli obiettivi che come amministrazione regionale ci eravamo dati: favorire l’invecchiamento attivo (per il quale esiste una specifica norma regionale) e combattere il pregiudizio”.“In questo progetto c’è un elemento fondamentale: il coinvolgimento delle scuole e degli studenti– ha affermato Scarsi – Di frequente si parla loro di legalità,  di principi solidi attraverso una serie di materie. Ma troppo spesso non vengono inseriti in quello che è l’ambito della società che vivono giornalmente: questo è il compito che una scuola può avere collaborando con le associazioni, con la Regione, con il Dipartimento di salute mentale nella lotta al pregiudizio e per il superamento delle barriere. Anche attraverso il teatro, i ragazzi possono confrontarsi con diverse realtà ed espressioni di disagio che, in questo modo,  trovano un punto di incontro”

 

E’ un progetto che abbiamo accolto con grande entusiasmo perché porterà a un arricchimento culturale e a una crescita dei nostri studenti, che hanno una visione un po’ filtrata della realtà  – ha sottolineato Di Benigno – Potranno unire la loro formazione  al mondo del volontariato e della cooperazione, che può essere il loro futuro. E’ significativo anche l’approccio con gli anziani: sono stato avviato al mondo dell’agricoltura da mio nonno, che ha fatto nascere in me questa passione”.

“Abbiamo la fortuna di essere vicini ai senza dimora con le nostre unità di strada  che escono tutti i lunedì a Pescara – ha spiegato Luca Fortunato –  Attraverso un panino  o una coperta, li avviciniamo per proporre percorsi di uscita dall’emarginazione. Ci occupiamo anche di giovani. La bellezza di questo progetto è che favorisce un incontro fra generazioni:  tra gli anziani che soffrono spesso la solitudine, i senza dimora che vengono definiti gli invisibili e i giovani, accusati di non avere iniziativa. Nell’incontro tra queste persone c’è una grande bellezza”.“Siamo felici di poter prendere parte a questo progetto che rientra nel percorso intrapreso dal nostro Dipartimento per sensibilizzare i giovani nei confronti malattia mentale – ha affermato Maurizia Iezzi –  Bisogna lottare  contro lo stigma e la discriminazione: sono elementi che vanno ad aggravare le condizioni cliniche delle persone che soffrono un disagio mentale”.